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Esistono
regole generali per i produttori dei Presìdi?
Naturalmente
la realtà dei Presìdi è variegata e complessa
quanto il panorama agroalimentare del mondo, quindi ogni caso
va considerato e analizzato singolarmente.
In linea generale possiamo dire che un prodotto deve essere
il più naturale possibile. Il che non vuol dire “biologico”:
non deve essere cioè certificato come biologico, ma
naturale. Non escludiamo a priori dal Presidio l’uso
di pesticidi e concimi, ma soltanto nell’ambito della
lotta integrata e comunque ambientalmente sostenibile.
In generale sarebbe meglio non usare succedanei chimici o
naturali laddove esiste il prodotto top di gamma (la vanillina
al posto della vaniglia, l’orzo al posto del caffè,
i grassi vegetali generici al posto del burro di cacao, l’olio
di oliva o di semi al posto dell’extravergine, le uova
congelate o la polvere di uova al posto di quelle fresche,
la carne congelata al posto di quella fresca…).
Poi esistono alcune regole legate alla stessa filosofia del
movimento Slow Food e ad alcune sue battaglie storiche.
È il caso della difesa del latte crudo, del divieto
degli Ogm, della promozione di un tipo di allevamento basato
sul benessere animale e sulla qualità della carne,
della tutela di forme di pesca sostenibile e della salvaguardia
delle tecniche tradizionali di lavorazione e affinamento.
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